Riporto di seguito il paragrafo: “Infiltrazioni della criminalità organizzata in provincia di latina:una realta’ fortemente consolidata”, della relazione alla commissione speciale per la sicurezza della Regione Lazio. Potete leggere l’intera relazione cliccando qui.
La DIA, la Direzione Investigativa Antimafia, continua a mandare segnali di allarme in merito alla forte offensiva che le mafie stanno realizzando per accaparrarsi ampi segmenti dell’economia del Lazio e, in particolare della provincia di Latina.
Nel 2000, l’allora sottosegretario agli Interni, Fabrizio Abbate, intervenendo in un convegno a Fondi, fu il primo a lanciare l’allarme sulle infiltrazioni camorristiche nel sud pontino ed in particolare nella piana di Fondi.
L’anno seguente, nel febbraio 2001, l’allora sottosegretario agli Interni Massimo Brutti, rispondendo in Parlamento a numerose interpellanze, ebbe a dire:"Nel territorio della zona pontina sono state e sono attive varie organizzazioni criminali". E proseguiva delineando una vera e propria mappa delle infiltrazioni camorristiche in provincia di Latina. Per quanto riguarda, in particolare, la zona sud della provincia, il rappresentante del Governo affermava: "Le aree particolarmente interessate ad infiltrazioni di componenti camorristiche sono i comuni del sud pontino come Minturno, Formia, Gaeta, Cisterna di Latina, Terracina, Santi Cosma e Damiano, Castelforte e Fondi", citando la presenza di elementi legati a vari gruppi della camorra storica napoletana (i clan Zaza, Di Maio, Moccia, Bardellino, dei Casalesi) e spiegando, infine, come "la possibilità di conquistare spazi economici sempre più remunerativi, e quindi di costituire basi strategiche per il riciclaggio del denaro, ha da tempo attirato spregiudicate operazioni immobiliari e finanziarie, spesso condotte da personaggi apparentemente insospettabili mediante l’impiego di ingenti capitali provenienti da traffici illeciti. Ma dietro gli insospettabili vi sono le associazioni mafiose".
Nel luglio 2004, "Limes", la più importante rivista italiana di geopolitica, pubblicava un articolo dal titolo: "I clan criminali alla conquista del basso Lazio", dove per nove pagine si davano dati precisi sull’espansione della camorra e di altre forme di criminalità organizzata che, tra Fondi, Gaeta e Formia, la fanno da padrone nel settore degli appalti, della droga e dell’ecomafia. L’articolo iniziava così: "Le infiltrazioni della criminalità organizzata e più in particolare della camorra nel territorio pontino meridionale e il conseguente inquinamento del suo tessuto sociale ed economico sono ormai da tempo una realtà conclamata". E poco più avanti: "Latina è l’unica provincia laziale dove clan camorristici e bande criminali di diversa estrazione affondino in profondità le loro radici".
Lo stesso Procuratore della Repubblica di Latina Giuseppe Mancini, nella relazione inaugurale dell’anno giudiziario 2005, si è così espresso: " Sempre maggiori segnali denotano una presenza ormai stabile e radicata da parte di gruppi malavitosi insediatisi sul nostro territorio". "L’intera provincia pontina - ha detto Mancini - è oggetto di azione e di interesse da parte di cosche di stampo camorristico provenienti dalla Campania ma anche da zone del circondario".
Sostiene la DIA che le mafie, se non trovassero una sponda nelle istituzioni e nella politica, non riuscirebbero comunque, anche mimetizzandosi come sono solite fare, ad aggiudicarsi appalti pubblici ed anche privati.
C’è, quindi, una contiguità tra politica e mafia, tra istituzioni e mafia e questa contiguità è emersa anche dalle rivelazioni del settimanale "L’Espresso", che ha reso noti alcuni nomi che sarebbero venuti fuori da intercettazioni telefoniche relativamente ai lavori che hanno interessato i porti di Gaeta, Civitavecchia, Terracina, San Felice, Anzio, ecc.
Tale contiguità emerge anche dall’ondata di arresti nella operazione "Formia Connection" del novembre 2004.
Tutto ciò costituisce una definitiva smentita della tesi sostenuta da quei "minimalisti" che ancora si affannano a parlare di "pericolo" di infiltrazioni mafiose in provincia di Latina.
P.S. Il verme ritratto nella foto è Sandokan-Schiavone, uno dei più potenti boss del clan dei Casalesi.
venerdì 30 novembre 2007
Relazione alla commissione speciale per la sicurezza della Regione Lazio
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12 commenti:
mi dispiace enormemente come una relazione di parte (associazione Caponnetto) possa divenire una relazione di una commissione istituzionale regionale!!!!!!!!! questo tipo di propaganda strumentale non porta da nessuna parte, anche perchè basta guardarsi intorno ai personaggi che girano nella Caponnetto, per comprendere dove possa arrivare la demagogia!!!
certo che spacciare per un evento istituzionale una relazione di parte non contribuisce certo al fine, sia pure nobile, di contrastare l'illegalità!!!
in un sistema di diritto le sentenze non può dettarle la Caponnetto, nè a questa Associazione può essere attribuito il rilascio di una patente di legalità!
la credibilità di una lotta alla criminalità passa anche attraverso il superamento dell'uso strumentale di queste sedicenti associazioni di lotta alla criminalità, in quanto esse celano solo un intento di strumentale lotta politica!!! ( e su questo piano sono innegabili situazioni tanto eclatanti, tanto che sono costantemente pubblicizzate sugli organi di stampa locali, anche quando addirittura le stesse sentenze della Magistratura vengono giudicate in funzione dei propri teoremi, per cui tutto, nella logica delle cose, diventa legale se conforme ai propri disegni e illegale se in difformita!!!!)
non ritengo che questa sia la via maestra per combattere non solo l'ilegalità, ma lo stesso senso generale che pervade la comune concezione del vivere sociale.
certo che questa cantonata colossale è l'ulteriore prova di come sia possibile manipolare la "verità"!!!!
e sul piano concettuale l'autore del post non può invocare alcuna attenuante: il suo post è una frode alla verità!!!!!!
Da una più accurata analisi del post, avrebbe potuto notare che io ho solo riportato un articolo trovato su Internet
che come titolo ha "Relazione...." Quindi se anche la mia fosse stata una cantonata l'autore del falso non sono certo io. Avrebbe quindi potuto con molta serenità segnalare l'equivoco. Inoltre visto che secondo lei ho stravolto la verità, la prego di segnalarmi tutti gli errori del post, al fine di avere la possibilità di correggere. A me non interessa sabotare nessuno, ne fare pubblicità a nessuno ma solo cercare di dire le cose come stanno. Non ho mai scritto nulla di mio pugno, bensi ho sempre riportato le fonti dei miei post.
Comunque come le ho detto se ciò che dice è vero, lo dimostri, scrivendo un suo post con la sua verita che ovviamente dovrà essere supportata da nomi cognomi e fonti. Può inviarmi il post al seguente indirizzo:
minturno.sviluppo@libero.it
continui ad essere fazioso fino all'esasperazione, anche sè su alcuni aspetti non hai tutti i torti, ma non pensare che minturno sia il centro della criminalità del sud pontino, ti faccio notare che qui non c'è nulla su cui speculare quindi gli interessi criminali sono portati ad attecchire in zone più ricche.
Fammi un solo esempio su cui un gruppo criminale potrebbe investire?
quello che penso io e che dire che i rappresentanti politici siano camorristi nn porta a nulla...sono d'accordo con chi afferma che qui c'è poco su cui speculare...ma sono straconvinto che viviamo in un comune in cui le leggi sono viste come un impaccio...un inutile costrizione da riuscire ad eludere per fare tranquillamente i propri affari...e qui di esempi ne possiamo fare a bizzeffe...spero che prima o poi la gente che continua a votare certi personaggi se ne accorga...ma vedendo le facce che assistevano stasera al consiglio comunale...
nicola.
Io ho sempre accettato le critiche e le accuse di tutti i lettori del blog, ma sinceramente questa volta davvero non riesco a capire il perchè delle vostre critiche. Il post che state usando per giudicarmi in questo modo non l'ho scritto io e mi sembra che nel post cosi come nel titolo non ci sia riferimento a nessun politico del nostro Comune. Poi mi dica quando su questo blog, ho scritto che Minturno è il "centro della criminalità del sud pontino".
Continuo a credere che il vostro principale problema sia quello di non riuscire ad affrontare i problemi del nostro Comune, senza essere politicamente schierati. E' questo il problema dei Minturnesi,
pensare non con la propria testa ma con quella degli altri, tutti sono bravi a parlare nessuno ad agire, le ho chiesto un post, mi ha risposto con un commento, mi mandi un post, scriva perchè sbaglio, perchè sono fazioso, dica secondo lei cosa è mafia e cosa non lo è, abbi il coraggio di scrivere in un post che chi in periodo di campagna elettorale va nelle case a chiedere voti in cambio di favori non è un mafioso, dica che chi truffa i cittadini per centinai e centinai di migliaia di euro per lottizzazioni fasulle è un benefattore, beh non ci riesco a dire queste cose, quando vedo ciò che accade nel nostro comune non posso fare altro che vergognarmi per non essere all'altezza di chi queste realtà le ha combattutte a costo della propria stessa vita.
Mi dica pure che sto esagerando o che non ho capito ciò che voleva dire, io le rispondero all'infinito, perchè non devo vergognarmi di niente.
P.S. Per quanto riguarda la domanda, le rispondo dicendo che i camorristi o come li vuole chiamere, potrebbero (noti il condizionale) fare affari d'oro, con i rifiuti, la distribuzione di caffè, abbigliamento, edilizia droga.
Ci sono più modi di aiutare la camorra uni di questi è sicuramente quello di fare finta che non esista.
A Minturno dire che non c'è la camorra significa mentire spudoratamente.
A Minturno di affari se ne fanno e tanti; basterebbe leggere tra le righe di vere e proprie arringhe dei consiglieri di opposizione per capire e per rendersi conto della verità dei fatti.
Certo è che se tante operazioni speculative non sono state fatte lo si deve alla coriacea ostinazione di un manipolo di consiglieri che stanno sfidando il "sistema".
Altre operazioni, apparentemente regolari, sono riuscite a passare e stanno passando attraverso terze figure altrimeni dette prestanomi.
Ci sono dei dati inoppugnabili dei quali non si può tenere conto come ad esempio le relazioni esistenti tra qualche assessore attualmente in carica e qualche affiliato al clan dei casalesi. Tali relazioni sono consolidate nel tempo e sono state pure rafforzate dall'impegno profuso dal presunto "camorrista", tra virgolette perché fino a sentenza definitiva non possiamo sentenziare, per fare eleggere il suo beniamino.
Vogliamo parlare delle attività commerciali dei Bardellino nel pieno centro di Scauri?
Quale è il ruolo attuali di chi è stato arrestato in compagnia del già nominato "presunto camorrista" chi lo ha inseritoin quel ruolo e perché?
A casa di chi il "presunto camorrista" ha vissuto per qualche anno?
Per chi costruiva e come riusciva a costruire il "presunto camorrista"?
Sono troppe le domande ma tutte, indistintamente, dovrebbero avere una risposta.
Solo allora avremmo tutti i dati per poter dire quello che oggi, purtroppo, non ci è dato dire ma che nei fatti esiste ed è una ottundente realtà.
...avendo per primo innescato questo dibattito sento il dovere di ritornare sull'argomento, quanto meno per fugare alcuni dubbi che all'autore del post possa io aver generato.
non era nel mio pensiero la negazione che la criminalità possa fare da protagonista nel sud pontino, e questo per tutto una serie di ragioni che stanno nella realtà delle cose e della economia locale, basti pensare al mercato immobiliare che ha raggiunto nei grossi centri una quotazione che va al di là del suo reale valore. è IMPORTANTE QUESTA VALUTAZIONE perchè se ne deduce chiaramente che questo valore raggiunto è dettato dalla legge del mercato offerta-richiesta: sul mercato locale c'è troppa richiesta a fronte di una ridotta offerta, e siccome la richiesta non è ben suffragata da un aumento demografico proporzionalmente adeguato, c'è da concludere che questa richiesta è dettata costantemente nel tempo da un progetto di investimento, che è di tali dimensioni da non poter essere giustificato da uno sviluppo ed incremento delle locali condizioni economiche, quindi se ne deduce che è effetto di investimenti che vengono da fuori: ed è altamente probabile e ragionevolmente possibile che dietro tali investimenti un ruolo importante possa essere imputato alla criminalità organizzata!!!!
quindi andrebbe fatta una bella distinzione tra la presenza di interessi malavitosi sul territorio e "quella sorta di complicità tra amministrazioni locali e cittadino" che sottendono quegli abusi edilizi che pur sempre sono reati.
nessuno vuole negare niente, ma è ancor più criminale confondere questi due aspetti, in realtà il disegno della criminalità organizzata sembra essere proprio questo, alzare polveroni perchè tutto possa continuare ad andare per il proprio corso, e che i propri interessi possano continuare a proliferare.
la politica a questo sta contribuendo in maniera significativa, sia pure involontariamente: le interrogazioni parlamentari, le inchieste e le richieste di scioglimenti di consigli comunali, le denunce penali, il diffondersi di relazioni come quella propagandata nel blog in questione, contribuiscono a mischiare le carte ponendo sullo stesso piano i reati edilizi, (che io definisco come reati di necessità)dall'invasione dei veri interessi criminali su cui si stende un silenzio di piombo, e non solo metaforico!!!!e in un'ottica generale dove per esempio, in virtù degli incrementi demografici non è più giustificabile un'espansione urbanistica nei centri maggiormente appetibili come Formia e Gaeta, l'attenzione della polemica viene indirizzata verso quei centri come Minturno dove l'edilizia non è stata messa al servizio della politica per le grosse speculazioni, ma è stata indirizzata dalla politica al servizio dell'Interesse dei piccoli proprietari, che sono stati messi nelle condizioni di costruirsi un tetto. La normativa urbanistica non è stata un optional ma un'ARTE DA INTERPRETARE, cosa, peraltro, comune in vastissime zone, quanto meno questo ha conentito ad un numero vastissimo di famiglie di avere una casa di proprietà a prezzi di mercato reale, senza essere costretti ad acquistare una casa ai prezzi di mercato che di fatto da criminalità ha fissato.
chiedo scusa per questo monologo prolungato: come si vede non ci sono nomi, ognomi e fonti. c'è solo una realtà sotto gli occhi di tutti e sotto l'analisi della ragione!!!!!
ps:basterebbe un data base con tutti i movimenti immobiliari, dati di cui i comuni sono forniti proprio in virtù di una normativa antimafia per contrastare il fenomeno che ho descritto, ma è molto più comodo sparare nel mucchio e alzare polveroni: forse si giustifica se stessi, ma si fa un grosso favore, sia pure involontariamente, poprio alla camorra!!!!!
giuseppe io nn ti ho attaccato per questo post...mi dispiace che tu abbia frainteso...continuavo semplicemente la discussione...
alla prossima...
nicola
Caro giuseppe il mio non era un attacco ma non bisogna sparare nel gruppo perchè chi ci rimette sono quelli onesti quindi o si fanno i nomi oppure io mi sento offesso perchè amo questo territorio e non sono un camorrista.
X il Sig Nicola, le chiedo scusa perchè pensavo che il primo rigo del suo precedente commento, fosse riferito a questo post che ripeto ho trovato in rete e ho riportato senza apportare nessuna modifica. Spero che questo equivoco non comprometta la sua partecipazione al blog.
Per l'anonimo dell'ultimo commento, credo lei sia l'autore del primo intervento a questo post. Se è cosi, credo che il suo (primo commento a questo post) si possa tranquillamente definire un attacco.
Comunque se lei ha la coscienza pulita, non deve sentirsi offeso. Tutto il mondo giudica la sicilia come la terra dei mafiosi, ma non credo che i siciliani onesti, si sentano mafiosi per questo.
Inoltre se ama davvero il nostro comune, le chiedo di partecipare attivamente al blog, proponendo i suoi argomenti di discussione. Come ha potuto constatare su questo blog non esistono censure, cosa questa che dovrebbe farla riflettere sulle mie intenzioni. A volte posso sbagliare, ma non credo sinceramente che il suo primo commento sia il modo giusto per farmi notare i miei errori.
P.S. Comunque la ringrazio per i suoi interventi perchè il confronto con chi la pensa diversamente da me è senza dubbio molto costruttivo, l'unica cosa, le chiedo di commentare in maniera adeguata, non credo di aver mai manipolato la verità cosi come non credo di essere mai stato "fazioso fino all'esasperazione". I miei post le garantisco che non sono mai stati una "frode alla verità"
Dissento quasi totalmente da chi sostiene, e probabilmente lo fa in mala fede, che a Minturno l'abusivismo è dettato solo da esigenze peculiari di singoli cittadini e che, pertanto, si tratta di un abusivismo di necessità.
Voglio solo dare qualche numero, siamo di fronte ad una mole di oltre settemila richieste di condono, ripartite tra i tre condono che ci sono stati.
Un primo elemento che si evince riguarda il numero dei condoni che è notevolmente superiore al numero delle famiglie residenti nel comune di Minturno.
Io sono sicuro che la totalità delle famiglie minturnesi non hanno commesso degli abusi edilizi.
Chi li ha commessi allora?
Dov'è, quindi, lo stato di necessità?
Detto questo aggiungo che ci sono delle amene particolarità tutte minturnesi: quasi il settanta per cento dei progetti delle realizzazioni di strutture edilizie sono da ascrivere a soli tre professionisti. (Costoro, guarda caso, sono impegnati in politica)Questo è normale?
Tutti sanno a chi rivolgersi per avere la quasi certezza di poter costruire la casa e a parità di condizioni non si capisce perché il geometra x non ti riesce a fare avere la concessione mentre il geometra y ne è capace.
Vogliamo parlare delle ditte di costruzioni?
Provate a domandare in giro a chi bisognava rivolgersi per poter costruire in zone inedificabili come a Pantano arenile, tutti vi sapranno dire il nome di una ditta e dove si trova oggi il titolare di quella ditta e addirittura chi faceva votare quel signore. Capito?
C'è di peggio. Ci sono le realizzazioni "gemelle", (una sorta di copia incolla edilizio) le "ricostruzioni" di case mai esistite e potremmo parlare per ore.
Provate ad informarvi su quale è stato l'iter burocratico per la realizzazione delle ville sui Monti dei Pensieri e chiedete pure chi sono i proprietari di quei quattro ecomostri e vi accorgerete di che cosa sono stati capace di fare certi amministratori del Comune di Minturno.
Alla faccia della legalità!
Altro che abusi di necessità!
Potremmo pure parlare dei condoni che a Minturno dopo oltre venti anni, nella maggioranza dei casi, non sono stati mai esaminati e ci è stata pure una denuncia dell'opposizione che faceva vedere in che maniera venivano conservate le pratiche di sanatoria. Tutte alla mercé di chiunque...
Un ultima cosa e termino, per quali ragioni qualche anno fa nel comune di Minturno si introdussero dei ladri per rubare oggetti di valore commerciale oppure per buttare all'aria ed asportare un numero imprecisato di pratiche dagli archivi dell'ufficio Urbanistica?
Perché? Che cosa doveva sparire?
Io non so come questo stato di cose si chiama ma certamente non possiamo nemmeno paragonarlo lontanamente ad uno stato di legalità.
Se vi fate una passeggiata sul lungo mare di questo periodo, vedete centinaia di palazzine a due e tre piani e anche quattro, con le tapparelle abbassate, il mese di luglio e agosto, quelle tapparelle sono tutte alzate.
A minturno per colpa di quelle case forse non si può più costruire perchè la zona e satura.
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