giovedì 13 marzo 2008

Il post del futuro

Ieri un lettore del blog ha commentato in maniera molto significativa la mia proposta di gestire la raccolta differenziata tramite il sistema dei codici a barre da affidare ad ogni famiglia, sistema questo, che è già applicato in molti comuni e che potrebbe eliminare, se applicato a Minturno, il contrasto tra raccolta differenziata e turismo che il Sindaco Sardelli utilizza come alibi per nascondere la verità sul racket da 500000 EURO ANNUI, è solo cosi che riesco a definirlo, che continua a pagare alla società che gestisce i rifiuti nel nostro comune. Io so perfettamente che i “turisti” che vengono a trascorrere le loro vacanze da noi sono totalmente incivili, cosi come so che gli affitta case minturnesi sono ancora più incivili degli stessi turisti e so anche che al comune non hanno la più pallida idea di come si possa gestire un sistema barcode. Ma credo che soprattutto noi giovani, non dobbiamo arrenderci alla diffusa ignoranza del nostro comune. Dopo la politica infatti, a Minturno il maggiore problema da risolvere è quello dell’ignoranza, del non saper interpretare le cose che ci vengono dette. Il Sindaco parla di rifiuti dopo aver incaricato un giovane consigliere in visita ad Auschwitz, di preparargli una dettagliata relazione sull’inceneritore di Vienna. Noi giovani abbiamo il dovere di proporre ai nostri politici quel futuro che in altri comuni è già passato. I politici ci ignorano? Bene, ce ne ricorderemo alla prossima campagna elettorale quando verranno a chiederci il voto. Di seguito riporto un articolo, inviatomi da Andrea Alicandro, sulla moratoria contro gli inceneritori chiesta dai medici francesi. Vi chiedo di non leggerlo, perché sono sicuro che non ci troverete niente di interessante. Invito quindi gli uomini a cliccare qui e le donne a cliccare qui, dove troverete qualcosa che sicuramente sarà di vostro interesse e che vi permetterà di continuare a credere al Sindaco Sardelli.


Roma, 25 feb. Una moratoria contro l'incenerimento dei rifiuti. Un appello per l'abolizione degli inceneritori che arriva dalla Francia. In particolare, a lanciarlo è il Cniid (Centre national d'information indèpendante sur les de'chets) con l'appoggio dell'Artac (Association pour la recherche the'rapeutique anti-cance'reuse). Un documento, in otto punti, richiamato sabato scorso a Napoli anche da chi e' salito sul palco del “Monnezza Day”: tecnici, esperti e il comico Beppe Grillo, guest star dell'iniziativa”. L'inceneritore-si legge nel documento francese-presenta dei rischi per la salute pubblica, con conseguenze su tutta la catena alimentare riguardando l'essere umano direttamente o indirettamente”. Quello che "preoccupa di più”- dicono i francesi- e' che siano state “fissate norme strette solo su 20 parametri mentre sono oltre 2.000 le molecole differenti prodotte dalla combustione”. Un vero e proprio “cocktail chimico costituito dai fumi della combustione” che “crea una bomba-ritardata, i cui effetti cominciano appena a essere conosciuti (la disossina detta di “Seveso” è stata classificata come cancerogena dal Centro internazionale sulla ricerca sul cancro solo nel 1997)". Uno dei passaggi contenuti nella moratoria parla anche di discariche: “L'inceneritore non è indispensabile per ridurre le discariche. L'alta percentuale (43%) di ceneri domestiche bruciate non ha impedito un ricorso contro la Francia (Commissione Ue, il 29 novembre 2005, provvedimento n. C-423-05) per avere tollerato il funzionamento di moltissime discariche illegali e non controllate sul territorio”, ricordano gli esperti.

Ad appoggiare la moratoria agli inceneritori sono anche i medici dell'Artac (Association pour la recherche the'rapeutique anti-cance'reuse). Dice un rapporto a loro firma: “La termovalorizzazione e' un processo obsoleto che emette gas a effetto serra pericoloso per la salute e non redditizia sul piano sociale e economico”. Il rapporto dei medici rileva come “non orientarsi da subito verso la realizzazione di metodi alternativi sarebbe un errore tecnico, sociale e politico”. In particolare, i medici puntano su un aspetto specifico: sugli inceneritori o termovalorizzatori non possiamo rischiare di “rifare l'errore dell'amianto”. Per l'Artac i casi “amianto e inceneritori” sono simili: anche nel caso del materiale killer si e' tardato troppo a riconoscerne la nocività: una condanna ufficiale- da parte di medici ed istituzioni- che è arrivata solo nel 1996. Effetti cancerogeni, vapori killer, inquinamento diffuso: i medici francesi stilano un vero e proprio dossier sanitario che- a loro giudizio- incastra il colpevole: gli inceneritori, impianti che si chiede di fermare con una moratoria ad hoc.

Cosa si rischia con un termovalorizzatore sul territorio?

Primo, “la acidificazione degli ecosistemi con deterioramento della flora e della fauna”. Ma poi tocca anche alla salute umana: i vapori- sempre secondo il report- producono effetti dannosi
sull'apparato respiratorio, gli ossidi di zolfo e azoto, le polveri sottili e ultra-sottili "danneggiano il sistema cardio-circolatorio e respiratorio. L'inquinamento diffuso e' poi alla base di malformazioni congenite, tumori e disfunzioni della riproduzione". Inoltre "le emissioni di vapore acqueo, CO2 e altri gas sono all'origine di un aggravamento dello scompenso climatico".

A favore della moratoria contro gli inceneritori, ci sono da analizzare altri sei punti degli otto stilati dal Cniid (Centre national d'information indèpendante sur les dèchets), il Centro nazionale di informazione indipendente sui rifiuti che trova l'appoggio dei medici.
”Quello che entra nell'inceneritore uscira' sotto un altra forma spesso più tossica”. Tutti questi “residui della combustione contengono in quantità più o meno variabile degli inquinanti
organici persistenti (Pot) come la diossina, il furano, metalli pesanti (piombo, mercurio e cadmio) e numerose altre sostanze chimiche”. Poi, prosegue il documento, “la termovalorizzazione e'
un'opera di eliminazione di scarti e non di valorizzazione: il fine, infatti, e' quello di eliminare i residui mentre quello di recuperare energia e' solo una preoccupazione secondaria. La Corte di Giustizia Ue a più riprese ha ribadito questo concetto. Comparativamente il riciclaggio permette di economizzare energia dalle 3 alle 5 volte di piu' che la termovalorizzazione”. E ancora: “La termovalorizzazione non e' una risorsa di energia rinnovabile che permette di lottare contro il riscaldamento globale e l'effetto serra”. Il Cniid dice, infatti, che “la direttiva 2001/77/CE esclude con la definizione di energie rinnovabili tutte le risorse di energie fossili come il petrolio”, mentre “i rifiuti che entrano nell'inceneritore sono una parte assai importante di materie sintetiche uscite da risorse fossili”. Pertanto, “le energie provenienti dalla termovalorizzazione non possono essere considerati come energie rinnovabili".

Altri due punti, pro-moratoria agli inceneritori, fanno riferimento allo “sviluppo socio-economico” legato ai termovalorizzatori”.

L'inceneritore non crea nuovo lavoro e non favorisce l'economia locale, è un freno allo sviluppo delle attività alternative”, perchè “la costruzione di un inceneritore sul territorio è un investimento a lungo termine generalmente per una ventina d'anni e i costi molto elevati a carico della collettività limita le sue capacità di investimento nelle filiere alternative”.

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